“Una povera esistenza si salva sempre nella venale eredità di un giorno venale grande è soltanto il nostro sacrificio.
Anche la terra si disperde e gli Dei muoiono eppure, anche la morte continua.
Permane l’inutilità e dura anche la notte che ci avvolge.
A noi non si addice domandare.
A noi si addice cadere, ciascuno sul proprio scudo”.

Josef Weinheber

martedì 4 aprile 2017

La storia di Achille Billi, morto il 5 aprile del 1949 a Roma
Terminata da poco la seconda guerra mondiale, migliaia di giovani ripresero alcune intuizioni del Regime Fascista appena caduto. I reduci della RSI, decisero di dar vita, cosi, ad un nuovo partito dal nome “Movimento Sociale Italiano” con a capo uno dei leader più carismatici: Giorgio Almirante. In quel periodo, il neofascismo fu  un fenomeno nebuloso,  spesso si muoveva senza alcuna organizzazione e ben diverso dalla preparazione militare dei comunisti  in Emilia Romagna. A Roma, come in altre città italiane, il clima era molto teso. Manifestazioni non autorizzate, pestaggi, attentati dinamitardi erano alla base della vita quotidiana. Non mancò il primo caduto di quella stagione. Il 5 aprile 1949, Achille Billi, poco più che ventenne, fu assassinato con un colpo di pistola, Beretta calibro 9, alla nuca e imbavagliato con un fazzoletto tricolore. Il suo corpo fu avvistato da un carabiniere in servizio presso la Marina Militare che giaceva su una barca alla deriva del fiume Tevere. Nato nel 1929, ex volontario della RSI nel battaglione San Marco, iscritto nelle fila del Movimento Sociale Italiano/Arditi d’Italia e militare di professione, Achille Billi, fu considerato uno dei primi caduti del Msi, il primo “Cuore Nero” della storia politica italiana. Al suo funerale, l’8 aprile, quando il feretro uscì dalla chiesa del cimitero di Verano, migliaia di giovani alzarono il braccio per l’ultimo saluto: il saluto romano. La scena fu immortalata dai fotografi presenti alle esequie, e una di quelle fu pubblicata, un mese dopo, su una riviste americana “Life” come copertina settimanale . Il delitto Billi, non fu mai risolto, anzi, passò da omicidio a suicidio. A sostenere questa tesi  fu il Questore di Roma, Saverio Polito, che in un primo momento parlò subito di delitto politico,  otto giorni dopo, presentò alla stampa un dossier nel quale evidenziava che Achille Billi si era suicidato. Come può un uomo, tenere la pistola nella mano destra e puntarla alla parte sinistra della nuca? Mistero.
FONTE: http://www.atuttadestra.net/index.php/archives/9733

ROMA 8 APRILE 1949 I FUNERALI DI ACHILLE BILLI

FUNERALE DEI FRATELLI MATTEI

A TUTTI I CAMERATI 
ASSASSINATI 
DIMENTICATI DAI 
"SIGNORI DELLA DESTRA"



PIANTA DELLA CITTA’ DI ROMA
I QUARTIERI DOVE SONO STATI
ASSASSINATI I CAMERATI












Anche se per molti questi nomi non dicono nulla, essi incarnano i valori della militanza politica della destra. Questi nomi ci ricordano l'esigenza di continuare a lottare e fare politica non per fama o per denaro ma per fede e per amore. Per fede nell'ideale e per amore della patria. Per tanti ragazzi che oggi militano nelle varie organizzazioni di destra, questi nomi, stanno a significare l'esigenza di continuare a mantenere accesa la fiamma del ricordo e del rispetto che tutti noi dobbiamo al sacrificio che hanno pagato.
Noi intendiamo con queste pagine ricordare a tutti, i nostri morti, ricordando che molti di loro ancora non hanno avuto giustizia.
Non dimenticheremo mai gli slogan che echeggiavano in quegli anni, quando si urlava "Uccidere un fascista non è reato" o "il sangue fascista fa bene alla vista".
L'intento di questa pagina non vuole essere quello di rendere loro giustizia, lo scopo di questo nostra iniziativa è semplicemente quella contribuire anche noi a far si che la fiamma del ricordo e del tributo continui ad ardere. A risvegliare le coscienze,  per rendere veramente giustizia a quei ragazzi, e anche un pò di solidarietà ai genitori, ci penserà la storia. Noi possiamo solo aspettare e rendere con tenacia omaggio ai nostri Caduti!
...portiamo avanti non solo la magia di ricordare chi è caduto percorrendo la nostra strada prima di noi ma soprattutto trasmettiamo al mondo il senso di un sacrificio che, fino a che qualcuno proseguirà quella strada, non è stato vano.


NON TROVERETE I LORO NOMI SUI LIBRI DI STORIA, 
DI TANTI DI LORO NON TROVERETE
 I LORO NOMI NEMMENO SUI LIBRI DI QUESTA "NUOVA DESTRA" SERVA DEL SISTEMA, 
PER QUESTO PARLIAMO DI LORO

A TUTTI I CAMERATI ASSASSINATI


ABATE ORESTE 
ADOBATI PIETRO 
ALFANO BEPPE 
ALIBRANDI ALESSANDRO 
ALIOTTI ANTONINO 
ALVAREZ ALESSANDRO 
ANSELMI FRANCESCO 
ANTONELLI GIULIO 
ASSIRELLI ORLANDO 
AZZI NICO
BASSA ERMINIO 
BIGONZETTI FRANCO 
BILLI ACHILLE 
BOCCACCIO IVAN 
CALIGIANI ORIO 
CALZOLARI ARMANDO 
CAMPANELLA ANGELO 
CECCHETTI STEFANO 
CECCHIN FRANCESCO 
CIAVATTA FRANCESCO 
CRESCENZI RODOLFO
CRESCENZO ROBERTO 
CROVACE "MAMMAROSA" RODOLFO 
DE AGAZIO FRANCO 
DE ANGELIS NANNI 
DE NORA PAOLO 
DI NELLA PAOLO 
DISCALA ELIO 
DOMINICI BENVENUTO 
ESPOSTI GIANCARLO 
FALDUTO ANDREA
FALVELLA CARLO 
FERRARI SILVIO 
FERRAZZI ANDREA
FERRERO ENRICO 
FERRI VITTORIO 
GATTI FERRUCCIO 
GHISALBERTI FELICE 
GIAQUINTO ALBERTO 
GIRALUCCI GRAZIANO 
GIUDICI BRUNO
GRILZ ALMERIGO 
JACONIS CARMINE 
LABBATE BRUNO 
LOCATELI "MICHELIN" FRANCO 
LUPARA SERGIO 
MACCIACCHINI EVA 
MACCIO' DIEGO 
MAGENES GIORGIO 
MAINO ANTONIO
MANCIA ANGELO 
MANFREDI RICCARDO 
MANGIAMELI FRANCESCO 
MANTAKAS MIKIS 
MANZI LEONARDO 
MASSAIA LEONARDO 
MATTEI STEFANO 
MATTEI VIRGILIO 
MAZZOLA GIUSEPPE 
MEGGIORIN CLAUDIO 
MENEGHINI ENRICO 
MINETTI RICCARDO 
MONTANO SAVERIO 
MORTARI I GINO 
NARDI GIANNI 
NIGRO FRANCESCO 
PAGLIA FRANCESCO 
PAGLIAI PIERLUIGI 
PALLADINO CARMELO 
PEDENOVI ENRICO 
PETRUCCELLI MICHELE 
PISTOLESI ANGELO 
PONTECORVO ADRIANA 
PRINCIPI PIETRO
RAMELLI SERGIO 
RECCHIONI STEFAN0 
SANTOSTEFANO GIUSEPPE 
SCARCELLA PINO
SCARPETTI ALDO 
SPEDICATO WALTER 
TANZI BRUNILDE 
TRAVERSA MARTINO 
VALE GIORGIO 
VENTURINI UGO 
VIVIRITO SALVATORE 
ZAVADIL ANTONIO 
ZAZZI EURO 
ZICCHIERI MARIO 
ZILLI EMANUELE 
ZUCCHIERI MARZIO

E TUTTI GLI ALTRI CHE CONTINUANO A VIVERE IN QUEI CUORI CHE RENDONO LE LORO VITE SPEZZATE, PER SEMPRE IMMORTALI!




FUNERALI DI FRANCESCO CECCHIN